Sul Ddl Zan molti difensori della liberal democrazia non all’altezza della discussione

Così, con una tagliola, tramonta un un progetto su cui si lavora da mesi necessario per difendere chi non è da troppi riconosciuto come degno concittadino. Un voto che cancella un obiettivo: quello per moltissimi di vedersi rispettati, accolti, difesi nelle loro diversità, oggi ancora troppe volte oggetto di obsoleti insulti, aggressioni e ragionamenti escludenti.

La politica, in particolare modo nella cosiddetta maggioranza Ursula che comprenderebbe i difensori dei principi cardine delle liberal democrazie, prova stavolta di non essere all’altezza di affrontare una discussione per molti scomoda e divisiva. E un provvedimento così importante si dissolve con una tagliola, con un voto segreto, senza neanche provare a trovare un punto d’incontro, quel compromesso che avrebbe consentito maggiore dignità e tutele.

Un parlamento deresponsabilizzato non è il parlamento per cui noi cittadini e attivisti vogliamo votare. La politica che dovrebbe rappresentarci in una democrazia rappresentativa stavolta perso, mentre il Paese è già molto più avanti.

Giovanni Crisanti, sul voto in Senato sul Ddl Zan del 27 Ottobre

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