Giappone e Italia: politiche economiche di successo? Linee comparabili.

In Giappone come in Italia: sviluppo economico ed investimenti.

Terzo mese di studio presso l’università Waseda di Tokyo, pronto a tornare a febbraio a Roma per avviare il percorso formativo finale e laurearmi in Global Governance. Nel corso di un’esperienza che mi sta offrendo la possibilità di interrogarmi su impianti culturali, urbanistici e innovativi completamente differenti da quelli italiani, mi sono chiesto quali siano le pianificazioni in merito ad investimenti e bilancio in una terra così distante. Ho trovato similarità con l’Italia dei governi Renzi-Gentiloni e del Conte bis.

Nel 2012 il primo ministro Abe Shinzo ha avviato una serie di politiche economiche e sociali per dare un impulso ai mercati: le Abenomics. È curioso notare come i tre pilastri delle leggi di bilancio dal post-Fukushima fossero in perfetta linea con le cornici seguite dagli USA, la Francia, la Germania, e anche l’Italia. Sale il debito pubblico, il Giappone è in pole con circa il 230% del Prodotto Interno Lordo, e l’unico modo per affrontare la questione in via integrata con lo sviluppo è far crescere l’economia per superare il livello del deficit, ovvero i soldi che chiediamo in prestito per rilanciare il Paese.

Il primo ministro Abe, come la maggior parte delle democrazie liberali, ha avviato un percorso di Monetary Easing: la banca centrale ha aumentato liquidità, lasciando i prezzi ad un livello di stabile e tenue lievitazione, e abbassando leggermente il valore della moneta. In questo modo il PIL ha più probabilità di salire, perché aumentano gli acquisti.

Un’altra misura fondamentale è stata quella degli investimenti di governo in target specifici, come l’innovazione delle industrie, il sostegno alle famiglie per la natalità, alla sanità, all’edilizia, per un totale equivalente a circa 17 miliardi di euro.

Per concludere è stata importante l’attenzione riposta nel sostegno alla cura dei bambini, per permettere ai genitori – in particolare alle donne – di lavorare, e quindi produrre, di più; la de-burocratizzazione dei processi di inserimento di farmaci nel mercato; la semplificazione nel cedere i mutui; la de-fiscalizzazione del costo del lavoro.

Risultato: +4% del PIL, + 600mila posti di lavoro, quasi nell’immediato.

Interessante analizzare come le precedenti misure siano quasi perfettamente in linea con le politiche dei governi Renzi-Gentiloni: Jobs Act per sostenere gli imprenditori nell’impiego, industria 4.0 per concedere fondi per l’innovazione, la semplificazione del management pubblico con meccanismi di premiazione del merito, 9 miliardi all’edilizia scolastica, meno tasse a 10 milioni di dipendenti pubblici. Risultato: +1.7% del PIL, + oltre 1 milione di posti di lavoro.

Eppure questi evidenti numeri non bastano a soddisfare i desideri della popolazione, che vede queste misure come distanti e non presenti della vita di tutti i giorni. L’opportunità di poter studiare senza dover lavorare per mantenersi al contempo, la poca diversità nell’offerta lavorativa, l’alta pressione fiscale: temi centrali per il welfare e ancora distanti da un radicale rilancio.

Il problema è che senza crescita economica non ci possono essere investimenti massicci, e quindi non si può arrivare a ribaltare disequilibri sensibili.

La domanda da porci è se sia saggio riporre la nostra fiducia in misure a lungo termine e benefiche per un lento, ma strutturale, sviluppo. Nel merito dell’ultima legge di bilancio del ministro Roberto Gualtieri, è quello che si è scelto di fare: rilanciare industria 4.0, abbassare la tassazione degli stipendi medio-bassi, abolire il super-ticket.

Questa è anche la scelta presa dal Giappone, che risiede tra le 6 potenze economiche del mondo, ed è esempio di innovazione tecnologica e urbanistica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...