Università di Waseda e isola di Enoshima. Ad un anno dalla prima Associata!

Quasi quattro settimane da quando sono atterrato a Tokyo.

Le prime giornate sono state piuttosto dure, e dicono lo siano sempre per chi lascia nella propria terra tanto affetto ed impegno su più fronti. In effetti la sensazione di essere “lontani da casa”, non ha semplicemente un’allusione relativa allo spazio, ma soprattutto alle relazioni e le attività che costituiscono l’individuo. I posti sono persone, dice Chiara Galiazzo in una sua canzone.

È passato un anno dal primo evento de L’asSociata di Roma, uno dei percorsi che ha caratterizzato maggiormente il mio scorso anno, portando oltre 400 ragazze e ragazzi di ogni fazione politica e dell’impegno civico a dialogare per costruire proposte concrete per Roma. Il successo è stato oltre ogni aspettativa, come per un party ben riuscito, ma dove la protagonista non è la musica, il ballo, i drink, ma sono dialogo e la buona politica.

Quest’esperienza tuttavia non sta fermando un percorso di apprendimento ed impegno, tutt’altro. Imparare ad interfacciarsi con il personale didattico giapponese ad esempio è una sfida enorme. Ho avviato il corso di studi di lingua, perché voglio provare a capire qualcosa di un listino al ristorante, dei segnali stradali e saper dire una frase al supermercato. Ero in classe con un mio coinquilino per vivercela meglio e con leggerezza. Nulla, il sistema di iscrizione ci ha inserito in classi separate, tuttavia ancora incomplete visto che ci sono ancora due fasi di registrazione. Chiedo la cortesia di essere inserito nello stesso canale, nulla, non si può, “In caso provi a registrarsi di nuovo e vede se ci capita, posto c’è”. Mi dice qualcuno che cosa significa? Mando 5 mail per insistere. Nulla, decide la lotteria elettronica. Tutto ciò in Italia non sarebbe mai avvenuto. Mi chiedo: la nostra è sempre disonestà o qualche volta anche semplice elasticità? I paesi più rigidi con le regole ci fanno sempre sentire un po’ in colpa. Da meditare.

Per il resto i corsi sono molto differenti da quelli di Roma, non tanto i miei perché sono in una facoltà internazionale, parlo di quelli standard. Una sola ora e mezza a settimana di lezione, motivo per cui sono forse costretto a darne il doppio per il sistema – errato – di conversione crediti in Italia. Perché errato? Perché la lezione è solo una delle fasi di apprendimento, ci sono presentazioni, lavoro di gruppo, discussioni, letture, paper da scrivere, nel frattempo, settimana per settimana.

Ho visitato l’isola di Enoshima, in cui ho fatto anche un piacevole bagno “radioattivo” nel giorno del 5 ottobre. L’isola interessantissima, ogni vicolo un tempio o un santuario. Tempio se dedicato a Buddha, santuario se per la venerazione Scintoista degli avi e degli dei. Il clima è super giapponese, street food stile animé e manga, atmosfera spirituale.IMG_7712.jpgIMG_7706.jpg

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