U2 a Milano, Europa, unità e Salvini. Uno show politico che fa tremare.

Non un concerto, uno show che alterna ballo, emozioni forti e messaggi politici: gli U2 in quattro serate al Mediolanum Forum hanno dato prova di cosa significhi essere artisti che portano avanti missioni ed impegni con il loro mestiere.

 

L’apertura mostra immagini su uno schermo che attraversa l’intero forum di disastri causati tra il ’40 e il ’45 durante la Seconda Guerra Mondiale, con riferimenti e citazioni di autorità del tempo ironizzati, con un solo messaggio: “Stiamo rischiando di perdere umanità, senza ricordare i disastri causati dall’odio”, “Dictators die, you the people have the power, let’s be unite” con il riferimento al sogno europeo, le immagini di Trump e Putin che sottoscrivono “They lie”, mentono.

“Combattete senza barriere nel nome della democrazia”.

Black Outad un tratto, compaiono all’interno dello schermo rialzato da terra e fanno tremare i pavimenti a suon di basso.

 

Bono diventa Mac Phisto, dicendo con ironia “io sono il male, attenti, i miei amici vi stanno invadendo, si chiamano democratici”, poi cita il nome di Salvini sottolineando: “Who needs facts and figures when you only want to look like you can solve a problem?”. Già, intende proprio dire che il Ministro dell’interno italiano fonda la sua politica su figure e puntate spot solo perché deve mascherare la sua cialtroneria. Non sta pensando a risolvere i problemi, solo ad evidenziarli, incrementare la paura e vincere su quella.

 

Scende lo schermo, le immagini sono quelle dei barconi di Lampedusa: “Italy, we know who you are, we’ve left you alone, but please don’t change”, sappiamo quello che fate per l’Europa, vi lasciamo da soli troppo spesso, ma per favore non cambiate! Poi, il tutto con il sottofondo musicale di In the name of love, mostra le bellezze europee che diventano stelle e compongono la bandiera europea, che cade dal cielo in dimensioni spaventose.

 

Un’esperienza di arte impegnata, di divertimento sfrenato insieme all’esposizione dei temi che ci spaventano e delle battaglie che portiamo avanti ogni giorno. Perché si, senza ironia non si possono trattare neanche i temi veramente seri e rischiosi.

 

Grazie U2 per il vostro lavoro, per il regalo che fate al nostro Paese e alla missione di sensibilizzazione politica, che chissà, forse attraverso l’arte può passare il suo messaggio davvero con efficacia.

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